L'influsso romano

Fonte: http://de.academic.ru/dic.nsf/dewiki/456580'

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Il territorio svizzero odierno venne integrato a tappe nell'impero romano fra il I secolo a.C. e il I decennio d.C. Il dominio romano terminò nell'anno 401 d.C., ma diverse strutture romane si conservarono in Svizzera fino al primo Medioevo.

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Periodo preromano

Gli elvezi, parola che ancora oggi ricorda il nome latino della Svizzera, furono un popolo celtico. Il primo riferimento agli elvezi risale alla fine del II secolo a.C. Nel I secolo a.C. si insediarono nella regione oggi conosciuta come Mittelland svizzero e la Germania del sud. Le regioni orientali dell'odierna Svizzera erano abitate dai reti. Secondo alcuni storici, i reti discenderebbero dagli etruschi.

I romani in Svizzera

Dopo la sconfitta di Annibale, all'inizio del III secolo a.C. i romani conquistarono l'area dell'odierno Ticino meridionale. Circa 75 anni più tardi, i romani si impossessarono anche della vallata del Rodano (Ginevra compresa), per proteggere la via tra Italia e Spagna.
Nel 58 a.C. gli elvezi intenti ad abbandonare l'altipiano svizzero per migrare verso il sud della Francia e fuggire così ai germani che sempre più si spingevano verso ovest, vennero bloccati da Giulio Cesare presso Bibracte (Montmort vicino all'odierno comune di Autun, Borgogna, Francia). Respinse gli elvezi e li insediò come "tampone", ben controllati dai soldati romani. Dopo la morte di Cesare, i romani sotto il regno dell'Imperatore Augusto riuscirono a rafforzare il proprio influsso sul territorio svizzero. I reti caddero sotto il dominio romano nel 15 a.C.
I romani provarono poi a spingersi più a nord, in quella che è oggi la Germania, ma furono costretti a retrocedere. Il Reno diventò così il confine settentrionale dell'Impero Romano e restò tale fino al V secolo.
"Gli elvezi, a causa della loro posizione geografica, hanno limiti fisici su tutti i lati. Questo li costringe a limitare gli attacchi contro i vicini: condizione mal vissuta da uomini che amano il combattimento. Essi non considerano, infatti, l'estensione del loro territorio sufficiente né per il numero di abitanti, né per la loro prodezza militare, né per la fama di coraggiosi di cui godono." Gaio Giulio Cesare, (100 - 44 a.C.) Le guerre galliche, Libro 1

La vita sotto il dominio romano

Ai tempi romani, la Svizzera non era un'entità politica unica. Il territorio infatti era suddiviso in cinque province romane. Il dominio romano non era di tipo oppressivo. Una volta conquistata una nuova provincia, le autorità locali mantenevano posizione sociale e prestigio e la "romanizzazione" dell'intera popolazione avveniva in modo graduale. Sebbene la lingua ufficiale fosse il latino, quella parlata comunemente era un dialetto celtico.
I romani costruirono città per farne centri amministrativi. Vi istituirono anche scuole dove il latino fungeva la lingua d'insegnamento. Fu solo quando le scuole giunsero anche in campagna (con il latino come lingua d'insegnamento) che il latino prese sempre più il posto ai dialetti celtici.
L'area che è oggi la Svizzera era un'importante via di transito già sotto i romani, che perciò migliorarono e mantennero in buono stato molte delle vie di accesso ai passi alpini. Lungo gli assi di transito principali nacquero molte città; le tre maggiori erano Aventicum (Avenches, su un importante crocevia commerciale, Augusta Raurica (Augst, sul Reno nei pressi di Basilea) e Colonia Julia Equestris (Nyon, sul Lago Lemano).
Octodurum (Martigny) divenne un importante centro amministrativo; Genava (Ginevra) acquisì importanza come luogo di trasbordo delle merci dall'acqua alla terra.


Fino al 260 d.C. la Svizzera sotto il dominio romano conobbe un'impennata economica e culturale. L'acculturazione fra la tradizione celtica e i nuovi influssi mediterranei fu senza conflitti. Grazie all'urbanizzazione e alla costruzione di numerose strade si diffusero anche nuove idee e abitudini di vita, come i bagni pubblici, allestiti un po' ovunque e addirittura nei vici (villaggi) piccoli. Il vicus Lousonna (Losanna), per esempio, acquistò prestigio non per il suo rango politico ma per il suo stato di benessere economico. Vi furono altri scavi di vici a Aquae Helveticae (Baden/AG) e Lenzburg, Bern-Engehalbinsel, Turicum (Zurigo) e Vitudurum (Winterthur). Nomi conosciuti di vici sono Viviscus (Vevey), Uromagus (Oron-la-Ville), Pennelocus (Villeneuve) e Tasgetium (Eschenz).
Nel tardo antico la Svizzera tornò ad essere un paese limitrofo. Durante la riorganizzazione delle province romane nel III secolo d.C. da parte dell'imperatore Diocleziano, la Svizzera settentrionale venne assegnata alla nuova provincia Maxima Sequanorum, e lungo il Reno si instaurò una fitta catena di città fortificate, castelli e torri d'avvistamento (Donau-Iller-Rhein-Limes). Dopo l'incursione dei Goti nell'Impero Romano d'Occidente, nel 401 tutte le truppe romane poste per proteggere l'Italia furono ritirate dalle regioni a nord delle Alpi, rinunciando così al dominio della Svizzera.

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