Tombola

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Mimì e la felicità

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«Una domenica mattina, tra suono di campane e lenzuola stese, una coccinella maschio posò le sue zampette esattamente sulla punta di un grazioso dito indice. In quell'istante, davanti all'uscio di casa il nonno, guardando una vecchia foto della...più

Escursione a Villars

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Claude Vivier e Maurice Delage

Claude Vivier e...

La musica del compositore canadese Claude Vivier (1948-1983) è forte,...più

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Mimì e la felicità

«Una domenica mattina, tra suono di campane e lenzuola stese, una coccinella maschio posò le sue zampette esattamente sulla punta di un grazioso dito indice. In quell'istante, davanti all'uscio di casa il nonno, guardando una vecchia foto della nonna, si soffiava il naso rumorosamente. Cinque secondi dopo, Mimì prese la decisione di contare sulle dita tutte le cose che - al mondo - non le piacevano, compresa la nonna che urlava infilandosi le mani tra i capelli... e di seguito tutte quelle che, a cominciare dallo stare su quella terrazza sopra i tetti della casa dei nonni, le piacevano...» Mimì una domenica mattina inizia a fare un inventario di tutto ciò che al mondo le piace o non le piace. Leggera, fantasiosa, poetica, e ingenua, la nostra protagonista è felice di assaporare il tempo che ha a disposizione senza limiti, giocando, pensando e sognando. ll lavoro si ispira alla poetica del regista francese Jean Pierre Jeunet e alla sua ricerca sui concetti «mi piace/non mi piace». Una collezione di ingenui piaceri accompagnati da piccoli ma importanti disgusti, iniziata per il suo cortometraggio «Foutaises» e sviluppata ne «Il favoloso mondo di Amélie». Ancora una volta Ketti Grunchi per accostarsi al mondo immaginario dei bambini ha lavorato all'interno delle scuole dell'Infanzia, raccogliendo le affermazioni più significative su questi temi.Con il sostegno del Percento culturale Migros

«Una domenica mattina, tra suono di campane e lenzuola stese, una coccinella maschio posò le sue zampette esattamente sulla punta di un grazioso dito indice. In quell'istante, davanti all'uscio di casa il nonno, guardando una vecchia foto della nonna, si soffiava il naso rumorosamente. Cinque secondi dopo, Mimì prese la decisione di contare sulle dita tutte le cose che - al mondo - non le piacevano, compresa la nonna che urlava infilandosi le mani tra i capelli... e di seguito tutte quelle che, a cominciare dallo stare su quella terrazza sopra i tetti della casa dei nonni, le piacevano...» Mimì una domenica mattina inizia a fare un inventario di tutto ciò che al mondo le piace o non le piace. Leggera, fantasiosa, poetica, e ingenua, la nostra protagonista è felice di assaporare il tempo che ha a disposizione senza limiti, giocando, pensando e sognando. ll lavoro si ispira alla poetica del regista francese Jean Pierre Jeunet e alla sua ricerca sui concetti «mi piace/non mi piace». Una collezione di ingenui piaceri accompagnati da piccoli ma importanti disgusti, iniziata per il suo cortometraggio «Foutaises» e sviluppata ne «Il favoloso mondo di Amélie». Ancora una volta Ketti Grunchi per accostarsi al mondo immaginario dei bambini ha lavorato all'interno delle scuole dell'Infanzia, raccogliendo le affermazioni più significative su questi temi.Con il sostegno del Percento culturale Migros

Escursione a Villars

Iscrizioni entro il 10 febrraio

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Claude Vivier e Maurice Delage

La musica del compositore canadese Claude Vivier (1948-1983) è forte, evocativa e spazia dallo strumento solo alla grande orchestra, dall'ensemble cameristico al teatro musicale. Importante il lavoro sulla voce umana che si potrà ascoltare in Wo bist du licht per mezzosoprano, archi, percussioni e nastro magnetico. Un affresco potente, definito dall'autore "una meditazione sulla sofferenza umana". Aprirà il concerto il brano Et reverrai cette ville étrange, in cui gli esecutori si fondono per diventare un unico grande strumento melodico dalle sonorità esotiche. Suggestioni extra-europee le troviamo anche nei Quatre poèmes hindous di Maurice Delage (1879-1961), compositore francese il cui lavoro, come quello di Vivier, fu influenzato dai viaggi in estremo oriente.Con il sostegno del Percento culturale Migros

La musica del compositore canadese Claude Vivier (1948-1983) è forte, evocativa e spazia dallo strumento solo alla grande orchestra, dall'ensemble cameristico al teatro musicale. Importante il lavoro sulla voce umana che si potrà ascoltare in Wo bist du licht per mezzosoprano, archi, percussioni e nastro magnetico. Un affresco potente, definito dall'autore "una meditazione sulla sofferenza umana". Aprirà il concerto il brano Et reverrai cette ville étrange, in cui gli esecutori si fondono per diventare un unico grande strumento melodico dalle sonorità esotiche. Suggestioni extra-europee le troviamo anche nei Quatre poèmes hindous di Maurice Delage (1879-1961), compositore francese il cui lavoro, come quello di Vivier, fu influenzato dai viaggi in estremo oriente.Con il sostegno del Percento culturale Migros