Il parco vinicolo della Svizzera. Una visita da Luc Mounir nel parco naturale Pfyn-Finges.
Introduzione
Il Vallese è noto per le sue numerose ore di sole e i suoi vini pregiati. Nel villaggio vinicolo di Salgesch, nel cuore del parco naturale Pfyn-Finges, Luc Mounir produce insieme alla famiglia vini eccellenti. La famiglia coltiva soprattutto vitigni tradizionali e lo fa in armonia con la natura e in modo sostenibile, cosa molto apprezzata dai figli, dagli amanti del vino e dagli ospiti del parco naturale.
Salgesch, parco naturale Pfyn-Finges, Vallese
Il parco naturale Pfyn-Finges, nel cuore del Vallese, si estende da Gampel fino a Siders (Sierre) e dai vigneti terrazzati nei pressi di Salgesch fino al Bishorn. I dodici comuni ricoprono una superficie complessiva di 277 km2 e si trovano a un’altitudine compresa tra 530 e 4153 metri.
La viticoltura ha una grande importanza nel parco naturale Pfyn-Finges. Nessun altro parco naturale svizzero conta così tanti vitigni e produttori di vino come il Pfyn-Finges. La maggior parte si trovano nei comuni di Salgesch e Varen, annessi al parco naturale. Oltre 80 viticoltori invitano a soffermarsi, a godersi la natura e a degustare i prodotti regionali in questo panorama naturale e culturale. Anche la famiglia Mounir.
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Tempo di vendemmia: il periodo più bello
Tutti portano sulla schiena casse piene di uva fino all’orlo, i macchinari sferragliano a pieno ritmo e in tutto il paese si diffonde odore di uva fresca unito all’aroma leggermente alcolico della fermentazione. A Salgesch e nel vigneto «Cave du Rhodan» è tutto in fermento. «È tempo di vendemmia», spiega Sandra Mounir alzando un po’ la voce, e aggiunge sorridendo: «In questo periodo la frenesia è nell’aria. Altrimenti, per il resto dell’anno il nostro villaggio vinicolo è piuttosto tranquillo.»
Da villaggio agricolo a centro vinicolo
Dopo la seconda guerra mondiale iniziò la transizione da villaggio agricolo all’odierno centro vinicolo con circa 1500 abitanti. 203 ettari di vigneti e oltre 40 viticoltori plasmano oggigiorno l’economia di Salgesch. «Salgesch è perfetto per la produzione vitivinicola, perché ha molti appezzamenti di terreno esposti a sud. In tal modo, i vigneti sono esposti a molte ore di sole così come il terreno», spiega Luc. Una frana in epoca preistorica dotò il terreno di una quantità particolarmente elevata di calce e magnesio. «La calce è necessaria per garantire la crescita delle piante e lo sviluppo dell’uva», spiega Luc.
Spirito pionieristico e qualità eccellente
La famiglia Mounir produce vino sostenibile e pieno di carattere già da tre generazioni. E i successi conquistati non sono pochi: hanno vinto il titolo di campioni mondiali nel 1972 e negli ultimi anni hanno implementato con successo in modo disciplinato la viticoltura biodinamica. Gli oltre 200 riconoscimenti nazionali e internazionali testimoniano il loro grande impegno e il fatto che i loro vini sono considerati tra i migliori. «Certo, i premi, ma soprattutto gli splendidi feedback dei nostri clienti sono per noi il più grande frutto del nostro lavoro», racconta Luc, e aggiunge: «L’apprezzamento dei clienti ci motiva e ci indica che siamo sulla strada giusta.»
Sono orgoglioso che produciamo vino in modo ecologico lavorando in armonia con la natura.
Sostenibilità - alla base della loro filosofia
Oggigiorno, il vigneto Cave du Rhodan è considerato una delle aziende vitivinicole più grandi nel Vallese a operare con procedimenti biologici. Ciò significa, tra le altre cose, che i proprietari del vigneto curano le loro viti con una protezione biologica e le viti sono verdeggianti. Una parte delle viti viene lavorata con procedimenti biodinamici. La famiglia definisce il proprio impegno a favore della sostenibilità la «filosofia di un’agricoltura sostenibile dal punto di vista generazionale». Gli impianti fotovoltaici riforniscono di energia il vigneto. Inoltre, molti veicoli e macchine per la viticoltura sono a trazione elettrica. Un proprio impianto di compostaggio con vermi, a base di vinacce e letame di cavalli, produce humus di alta qualità. Questa e molte altre misure dimostrano l’approccio responsabile e sostenibile da parte della famiglia con le preziose risorse naturali. «La sostenibilità è un aspetto che riguarda l’azienda intera. Dai vigneti alla cantina», spiega Luc, sottolineandone l’importanza.
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Solo il meglio per l’ospite
Il vantaggio della viticoltura sostenibile è, da un lato, il fatto di poter restituire qualcosa alla natura e, dall’altro, il fatto che i nostri ospiti possano godersi il nostro vino con la coscienza pulita», dice Luc soddisfatto. E qui gli ospiti hanno l’imbarazzo della scelta. La famiglia Mounir, con l’aiuto del proprio team, produce in totale 30 vini sostenibili pieni di carattere. Quattro di essi sono addirittura stati insigniti dell’ etichetta ufficiale dei parchi svizzeri e sono prodotti con procedimenti biologici o persino biodinamici. Naturalmente gli ospiti hanno la possibilità di degustare i vini pregiati della famiglia. Per esempio nell’ambito dell’offerta Wine & Walk, nel nuovo Food Trail o nel corso di una degustazione. Inoltre, nel parco naturale Pfyn-Finges vi sono molte altre allettanti attività sui temi del vino e della viticoltura.
Il feedback positivo e il grande apprezzamento per il nostro lavoro ci danno davvero una gran bella sensazione.
I tosaerba naturali
Le pecore francesi d’Oeussant sono le pecore più piccole del mondo, sono semplici e modeste e, in relazione alla loro taglia, producono molta lana. Da sette anni il 18enne Luc possiede pecore d’Ouessant che impiega per la cura dei vigneti. «Grazie alla loro taglia compatta passano perfettamente sotto i vigneti, brulicano l’erba e concimano il terreno», riferisce Luc con tono soddisfatto. Nei vigneti ad alto fusto sono presenti tutto l’anno, mentre nelle viti più basse pascolano soltanto dopo la vendemmia fino alla germogliazione. «Altrimenti, in autunno mangerebbero l’uva matura e a primavera i giovani polloni e questo non sarebbe certo ottimale», aggiunge Luc sorridendo.
Qui, il vigneto e il parco naturale vanno a braccetto.
Come arrivare:
Con il treno fino a Salgesch e dalla stazione 15 minuti a piedi fino al vigneto Cave du Rhodan:
- Da Zurigo: circa 2 ore e 30 minuti. 1 cambio a Visp
- Da Ginevra: circa 2 ore e 20 minuti. 1 cambio a Sierre/Siders.
Agricoltura sostenibile nel parco naturale
Tra le aziende partner del parco naturale Pfyn-Finges, oltre alla famiglia Mounir vi sono anche altre aziende vitivinicole che producono vino di alta qualità e in modo innovativo, esattamente in linea con i valori del parco naturale. Insieme a questi e ad altri attori regionali, il parco naturale Pfyn-Finges si impegna a favore di uno sviluppo generazionale sostenibile della regione.
Ulteriori informazioniLa regione vitivinicola del Vallese
Gli spettacolari vigneti, spesso terrazzati, dell’area vitivinicola più importante della Svizzera, si estendono per centinaia di chilometri lungo il Rodano superiore. I vigneti del Vallese sono situati a un’altitudine compresa tra 270 e 1100 metri. Dall’uva matura di questi vigneti proviene un terzo di tutti i vini svizzeri.
Ulteriori informazioni- 1100 m s.l.m. Il vigneto più alto d’Europa: sotto il villaggio di Visperterminen si erge il vigneto più in alto d’Europa, tra i 650 e i 1150 metri sopra il livello del mare.
- 1,6 m2 Il vigneto più piccolo del mondo è composto solo da tre viti. Si trova a Saillon, misura 1,6 metri quadrati e dal 1999 è di proprietà del Dalai Lama.
- 4804 ettari ... di vitigni vengono coltivati nel Vallese, circa il 33% dell’intera superficie coltivabile della Svizzera.
- 80 000 appezzamenti sono distribuiti in tutto il territorio del Vallese.
- 450 produttori di vino in Vallese.
- 55 vitigni coltivati in Vallese.